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IL MONUMENTO

Is Concias è una tomba di giganti “a filari”, con camera funeraria di oltre 11 metri, esedra, betilo e tre focolari rituali.

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La tomba di giganti di Is Concias viene costruita tra l’età del Bronzo Medio e l’età del Bronzo Recente (1900-1150 a.C.).

DESCRIZIONE

UNA TOMBA A FILARI

La possente muratura curva all’ingresso caratterizza la tomba: è costruita con blocchi di pietra disposti in filari orizzontali sovrapposti, per questo Is Concias è una tomba di giganti detta “a filari”.

Al centro della muratura si apre un piccolo ingresso con architrave che conduce alla camera funeraria.

LA CAMERA FUNERARIA

La struttura della tomba è lunga più di 11 metri ed è costruita con grandi blocchi di granito, progressivamente più piccoli verso la sommità.

All’interno si trova il corridoio funerario. Il pavimento coincide con l’affioramento roccioso accuratamente spianato. Le due pareti convergono gradualmente verso l’alto, con una sezione ogivale. Sul fondo si trova un bancone in pietra addossato alla parete.

L’ESEDRA E LO SPAZIO RITUALE

Davanti all’ingresso la facciata curvilinea delimita uno spazio detto esedra, che poteva avere un ruolo centrale nelle cerimonie dedicate ai defunti e agli antenati: qui si celebravano rituali funebri e offerte di alimenti, bevande, fiori ed essenze.

IL BETILO E I FOCOLARI RITUALI

Accanto all’esedra è collocata una pietra sacra in granito, detta betìlo, infissa verticalmente nel terreno e associata simbolicamente alla divinità, agli antenati o alla fertilità.

A pochi passi dalla tomba si trovano tre focolari rituali: strutture circolari scavate nella roccia e delimitate da cerchi concentrici di pietre. Insieme al betilo testimoniano le pratiche cultuali delle cerimonie funebri.

CHI VENIVA SEPOLTO

Le tombe di giganti sono generalmente considerate sepolture collettive delle comunità nuragiche. Il loro numero, relativamente ridotto rispetto agli insediamenti, potrebbe però indicare una destinazione più selettiva, forse riservata ai membri più importanti della società.

STORIA E USI

La tomba non era semplicemente un luogo di sepoltura, ma uno spazio sacro nel quale la comunità rinnovava il rapporto con i propri antenati.

SCAVI

I lavori di scavo sono iniziati nel 1962, diretti da Enrico Atzeni. Nel 1987 è stato eseguito un restauro conservativo.

FONTI

Is Concias_Master.docx.

La Sardegna nuragica. Storia e monumenti (a cura di Moravetti, Melis, Foddai, Alba), 2017, scheda 40.

SardegnaCultura, «Quartucciu, Tomba di giganti Is Concias».

SardegnaTurismo, «Tomba di Giganti di Is Concias».

IL NOME DEL SITO

Il monumento è conosciuto anche con il nome Sa Domu ’e s’Orku, cioè «la casa dell’orco, del mostro»: nella tradizione popolare esseri mostruosi si nascondevano in monumenti di questo tipo.

IL PAESAGGIO

Il Parco dei Sette Fratelli è un paesaggio granitico del Sarrabus, a pochi chilometri da Cagliari.

La tomba è immersa in questo ambiente di boschi e affioramenti rocciosi, in una posizione defilata rispetto all’abitato.